Nico #11
-Ahy!
-Stai fermo!
Toto se n'era appena andato; col ghiaccio e la garza di cotone cercavo di tamponare un'emorragia: dalle narici di Andrea il sangue scendeva copioso e gli aveva già insozzato la maglia.
-Eh.. ma fa male!
-Non si preoccupi, faremo tutto il possibile!
- Mppff...
-Stia fermo! Lo stiamo perdendo; codice blu! Codice blu!
-Dai, non farmi ridere!
*
Quel giorno tornando a casa incrociai la donna col cappotto ciliega che camminava lenta nella direzione opposta alla mia, sembrara arrivasse proprio dal nostro palazzo. Camminava ondeggiando per la fondamenta, i capelli le formavano attorno al viso un alveare di zucchero filato scuro come caffè e soffice come bambagia. Mi parai di fronte a lei pronto a sorreggerla come se dovesse svenire da un momento all'altro -Le offro un caffè, vuole?
-Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?
-Non si è gettata... Quindi, eccoci di nuovo qui. Allora, che ne dice?
-Cosa?
-Il caffè!
-Vada per un martini. Disse lei, con lo sguardo più triste del mondo: negli occhi non c'era altro che cenere, il fuoco si era estinto; terra bruciata, sabbia bagnata.
...è sabbia tra i denti /ti avrei dato tutto/senza chiedere/ti avrei dato amore/si lo so sono capace/a non parlare per ore ed ore/a farmi del male/forse mi lasciavo prendere/forse ti lasciavo vincere.