Andreji Viberausen

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Blogger: pescochan

Esperimento di romanzo corale a puntate. Quanto scritto (in qualche maniera) in questo blog è frutto di fantasia (fervida o meno che sia): ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale nonchè alquanto improbabile. Ogni post è da intendersi come una sorta di capitolo, o paragrafo, tramite i quali la storia va a costruirsi. Se vi foste persi le puntate vecchie tornate al primo post e fatevi un veloce aggiornamento (della serie "proprio non c'ho di meglio da fare"). Citazioni musicali e cinematografiche sparse qua e la tutte da cogliere.

 

"Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un altra parte. Perciò lasca perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati. Ci sarà pure qualcosa di meglio alla TV".

(Soffocare - Chuck Palahniuk)

 


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domenica, 13 maggio 2007

Crash

Andrea 10#

Toto: Hai visto il dvd di Crash?

Manuel: E’ qui.

Ma no, quello di Cronemberg dico.

Ma dai, non vorrai rivedere quello?! No dai, mi fa venire l’ansia.

Blu Velvet!

Ma dai, tanto peggio.

Eh, ma che rompi cojoni! Io Down Whit Love non ho intenzione di rivederlo!

Ok ok, ma non pensare che ci rivediamo Requiem For A Dream, che poi vado a dormire col mal di stomaco.

 

Lunedì cinema. Si, proprio come la vecchia sigla RAI. Toto e Manuel passavan la serata a decidere quale film vedere e poi arrivava Nicola che ne proponeva uno che magicamente metteva tutti e due d’accordo. Non quella sera però.

 

Manuel: Come non vieni? Nico, stai scherzando vero?! Niente cinema allora… Ma no, non mi metto a vedere qualcosa con quello stronzo di Toto, si sto dicendo di te, STRONZO! Ok ok, dai, in bocca al lupo, ci aggiorniamo dopo.

Toto: …

Manuel:…

Toto:….

Manuel:… ANDREAAAAAAAAAAA!!!

Toto: ma che..?

 

Stavo studiando in camera mia quando Manuel irruppe, che vuoi vedere? Dai, stacca un po’ da quei libri, guardati un film con noi! Io non avevo mai preso parte alle visioni seminotturne, nessuno me lo aveva mai chiesto. Sopraggiunse Toto, gli diede una sberla sulla nuca urlandogli, puttana! E se ne andò. Manuel imbarazzato più per me che per se stesso mi guardò e tentò di dire qualcosa, ma lo interruppi, con aria snob: ha ragione, sei… Sei una sgualdrina. Io non sono il sostituto di nessuno, se domani guarderete qualcosa con Manuel sarò dei vostri, forse.

 

Manuel 06#

Non mi ero accorto della mia indelicatezza. A volte gli equilibri fra le persone sono così precari. Non avevo pensato minimamente ad Andrea come un sostituto di Nicola, ma quella effettivamente era una nostra tradizione da anni ed estenderla a qualcuno in assenza di uno di noi tre sarebbe effettivamente stato sacrilego. Non lo avevo capito io e lo aveva capito lui, guardandoci da fuori. Il nostro era un gruppo chiuso, ma Andrea non pareva preoccuparsene: era indipendente, autosufficiente; ci guardava, cercava di capirci e non ci giudicava. Anni dopo mi confidò che fummo proprio noi a insegnargli a giudicare nessuno. E anche di questo non mi ero mai accorto, ma lui al contrario di me è uno che impara davvero alla svelta.

 

Nicola 06#

Ero così stanco. Avevo addosso un odore che non era il mio. Guardai il maglione che avevo indossato: ancora una volta non era il mio; ne avevo rubato un altro ad Andrea. Era un buon profumo il suo, di muschio verde. E anche il maglione era bello: la mia distrazione per lo meno non era del tutto casuale: aveva un radar estetico. Seduto sullo sgabello di legno mi riguardai attorno, mi ero sforzato di non farlo da quando ero entrato in quella squallida saletta d’attesa: il parquet tutto smosso, le pareti semi scrostate erano  tappezzate con le locandine degli spettacoli di “successo” di quella compagnia teatrale di quart’ordine; la gola mi si strinse, allo sterno un peso che mi impediva di respirare e dagli zigomi un prurito che si estendeva fino agli occhi: stavo per piangere. Avrei voluto così tanto essere a casa, sul divano coi miei fratelli a vedere Victor/Victoria e ridere delle disgrazie di un’attrice squattrinata che pareva così buffa da sembrare irreale, e dire a Manuel di non tirare tutta la coperte dalla sua parte, e a Toto di mangiare i poc corn senza ruttare. In quella stanzetta si congelava, la sciarpa mi copriva fino al mento, e ancore nessuno mi chiamava. E pensai che su quel divano avremmo dovuto trovare anche un quarto posto.

Avanti il prossimo!

postato da: pescochan alle ore 11:45 | link | commenti (5)
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